RIAPERTURA TEATRI – Oltre il danno, la beffa

L’Italia può dirsi per certi versi la “MAMMA” del Teatro, una mamma che pare non voglia smettere di fare figli e figliastri.

 

è di poche ore la notizia che ufficializza la riapertura dei Teatri fissata per il 15 di Giugno, decisione che testimonia ancora una volta la totale ignoranza che le istituzioni palesano nei confronti del mondo dello spettacolo dal vivo.

Un Teatro non è un negozio che rialza la serranda e torna a vendere la merce che per due mesi è rimasta ferma, il Teatro vive della vendita di biglietti per spettacoli che necessitano mesi di preparazione sia strutturale che promozionale, riaprire un Teatro non vuol dire dare la possibilità di tornare potenzialmente ad incassare ma anzi, in questo caso potrebbe addirittura essere il colpo di grazia.

Gli aiuti tardano ad arrivare, come denunciano le associazioni di categoria, e pur dimezzando le tasse che i Teatri dovrebbero versare non ci si avvicina neanche lontanamente a colmare la perdita che hanno subito in questi mesi e che continueranno a subire.  Se a questo poi si aggiunge il pericolo che con la riapertura si possa perdere il diritto alla cassa integrazione per i dipendenti, si prospetta uno scenario che potrebbe vedere la chiusura di migliaia di teatri in tutta Italia, sferrando così un altro colpo durissimo al nostro mondo della cultura.

Riapriamo…. ma cosa ci mettiamo sul palcoscenico?

 

Come se non fosse già troppo complicato e se vogliamo “tragicomico” immaginare quali potrebbero essere le misure per garantire il distanziamento sociale all’interno di una platea, figuriamoci quelle che gli artisti dovranno seguire per sostenere le prove e per andare in scena…. 

Niente più storie d’amore con un bacio, niente più passi a due o scene di lotta, praticamente potremmo solo cavarcela con una serie infinita di “One man show”.

Ma a questo punto, non sarebbe stato più saggio studiare un piano di aiuti preannunciando una data di apertura con largo anticipo? magari dando così la possibilità alle produzioni di poter fissare le date e i titoli da mettere in scena, poter intanto cominciare la promozione in attesa della possibilità di sostenere le prove e riaprire con degli spettacoli pronti a far ripartire un settore che ( ce ne accorgeremo presto) è uno dei motori di questo paese?

Negli anni passati, in questo periodo, incominciavano le manifestazioni di spettacoli all’aperto, gli allestimenti che le produzioni grandi e piccole ogni estate portano in giro per le località turistiche in arene, parchi o piazze…. per chi non lo sapesse, quelle serate sono frutto di trattative e accordi presi mesi prima, questa estate (forse) avranno qualche lontanissima speranza soltanto le grandi fondazioni che ricevono ingenti sovvenzioni dal FUS mentre presumibilmente le più piccole, quelle che in molti posti dimenticati dalle istituzioni portano cultura e divertimento saranno costretta a (passatemi il termine) chiudere baracca e burattini.

Che sia arrivato il virus forse non è colpa di nessuno…. ma ci sono state e ci saranno vittime che di certo non potranno essere imputate a lui…

Valerio Polverari – Direttore